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In questa sezione che è in continuo aggiornamento, potrete visionare le nostre ultime realizzazioni:

RIFACIMENTO IMPIANTO ELETTRICO ED ILLUMINOTECNICO DELLA CHIESA DI SANTA LUCIA IN PIAZZA SAN VITO A TREVISO:

La chiesa di Santa Lucia, un suggestivo scrigno d’arte e di storia della fine del XIV sec., era lumeggiata da un insufficiente e obsoleto impianto di illuminazione risalente a prima degli anni ’90.

L’impianto scorreva sui tiranti che separano la navata centrale dalle laterali, occultando nell’ombra le opere straordinarie quali gli affreschi e le sculture Trecentesche impedendo così una corretta valorizzazione e rendendo difficoltosa la visita sotto il profilo artistico. 

L’impianto di Santa Lucia, risultava inadeguato alle prescrizioni di legge e alle indicazioni normative.

Accostarsi all’illuminazione della Chiesa di Santa Lucia, non significava solo dare della luce, ma era necessario adottare la luce come linguaggio, come espressione e come strumento di valorizzazione del sito stesso. Luce che fosse in grado di contribuire alla migliore lettura e comprensione dei valori formali e culturali racchiusi entro queste mura, sottolineando anche i risultati ottenuti, in termini visibilità, con l’attuale restauro dell’apparato decorativo ad affresco.

La scelta dell’impianto di illuminazione è stata caratterizzata quindi da due dimensioni: quella spirituale-liturgica e quella storico-artistica. Si è scelto quindi un’illuminazione “dedicata” all’ambito spirituale e una “dedicata” alla migliore lettura e comprensione dei valori formali e culturali. Con questo progetto di illuminazione si intendono superate le abituali modalità di illuminare in modo indifferenziato ogni spazio, quindi si è cercato di determinare un approccio visivo legato alla sensazione, al sentimento, sottolineando i valori spirituali ed artistici del luogo, nella convinzione che il fedele e il visitatore debbano sentirsi in perfetta armonia con l’ambiente. Per il primo era necessario mantenere l’atmosfera di invito al raccoglimento, per il secondo bisognava evitare il disagio di non poter apprezzare l’aspetto artistico per una mancanza di illuminazione.

Per l’impiantistica si è fatto ricorso a tecniche di intervento con opere di basso impatto sulle strutture del complesso architettonico, con impiego minimo di staffature e grappe metalliche.

La gestione dell’intensità luminosa e delle singole accensioni avviene mediante un sistema di tipo domotico BPT dotato di video terminale multifunzione MITHO che consente di comandare e monitorare tutti i dispositivi e le funzioni dell’impianto, in maniera semplice, diretta ed efficace. Sono stati anche installati pulsanti diretti per la selezione degli scenari, per facilitarne l’utilizzo anche a personale non preparato, o con poca propensione alla tecnologia.

Si tratta dunque di un sistema di controllo di tutti gli apparecchi interconnessi tra loro tramite una linea BUS a basso voltaggio ed una linea di potenza per  l’alimentazione. Un sistema di questo tipo permette di nominare e memorizzare vari scenari, rendendo facile ed immediata la scelta più adatta alle esigenze del momento. Inoltre permette la possibilità di implementare e/o cambiare i possibili scenari modificando in qualsiasi momento le configurazioni predisposte.

I componenti del sistema domotico, sono stati installati in minima parte all’interno del quadro elettrico come l’alimentatore di sistema, il gateway per la programmazione tramite PC, e l’alimentatore del videoterminale MITHO. I moduli di ingresso - uscita digitali ed analogici, ed i moduli di dimmerazione, sono stati distribuiti nell’impianto, posizionati all’interno di idonee cassette installate sulle travature, o su apposite mensole ed occultate alla vista.

Le opere murarie nella realizzazione del progetto sono state minimizzate in quanto è minore l’impiego di cavi, aspetto fondamentale quando si opera in ambienti di interesse storico - artistico. Infine tale scelta ha permesso di ridurre al minimo le linee di alimentazione che sono quindi composte da un’unica dorsale affiancata al cavo BUS. 

·        I singoli componenti che garantiscono la dimmerazione e le accensioni sono stati collocati all’interno di un apposita scatola di derivazione, garantendo così il minor impatto visivo.

I criteri di base, a fondamento del progetto, sono stati:

·         il massimo rispetto per l’illuminazione naturale della chiesa, quindi nelle ore diurne un uso limitato di altre fonti di luce. In questo caso solo una discreta sottolineatura delle componenti devozionali.

·         Nelle ore serali, si è cercato di riproporre, utilizzando la luce artificiale, lo stesso gioco chiaroscurale e la stessa intensità presente nelle ore diurne.

·         Nei momenti di celebrazione si è intensificata l’intensità luminosa in modo da non creare contrasti tra la zona del presbiterio e le navate, puntando come “centro” di riferimento, nella chiesa, l’altare.

Sulla base di queste considerazioni sono stati definiti quattro diversi scenari con diversificati livelli di illuminazione che corrispondono ad altrettanti momenti di utilizzo della chiesa e di importanza dell’azione liturgica:

·         Scenario di primo livello: E’ quello il cui utilizzo si estende a tutto l’arco della giornata quando è presente l’illuminazione naturale esterna, e si prefigge la valorizzazione di alcuni punti “devozionali” dell’apparato decorativo della chiesa come l’altare maggiore, la Madonna de paveio (scultura), il bassorilievo SS. Cristoforo e Giacomo, il Crocifisso, unendo punti “di criticità dell’ambiente”come le scale di acceso a S. Vito. Tale scenario deve garantire l’atmosfera raccolta e “criptica” dell’ambiente e permettere il raccoglimento della preghiera individuale e risponde al criterio che nelle ore diurne si debba fare un limitato uso di altre fonti di luce.

·         Scenario di secondo livello: è quello il cui utilizzo si attua nelle ore di mancanza d’illuminazione naturale esterna, al mattino e alla sera, riproponendo una luce qualitativamente in armonia con quella delle ore di sole, per l’intero arco della giornata. Ai punti illuminati dello scenario di primo livello si aggiunge l’illuminazione rivolta verso il pavimento,  regolata ad una intensità luminosa minima abbastanza corrispondente al valore dei Lux presenti nella chiesa quando penetra la luce naturale esterna.

·         Scenario di terzo livello: è quello il cui utilizzo si attua durante le cerimonie religiose. Esso prevede la stessa l’illuminazione dello Scenario di secondo livello, regolato con una maggiore intensità luminosa, sia nell’altare, sia nelle navate. Tale scenario permette la lettura e la concentrazione e fa risaltare il luogo celebrativo.

·         Scenario di quarto livello: è quello il cui utilizzo si attua durante le visite dei turisti. La luce, in questo caso, funge da “guida” per la lettura delle opere d’arte: essa è prevista solo nelle volte e nelle pareti affrescate nel Trecento che comprendono alla Cappella del Crocefisso, quella di SS. Giacomo e Cristoforo e quella di S. Antonio abate. Si è realizzata inoltre una illuminazione uniforme che valorizzasse l’affresco della Madonna con Bambino  ed evitasse il cono d’ombra che le volte del soffitto proiettavano sul particolare del Cristo passo, posto superiormente in una posizione nascosta e difficilmente osservabile. Tale scenario è temporizzato, e viene acceso attraverso l’introduzione di monete in una gettoniera.

Un’altra scelta, che ha dato risultati particolarmente positivi e in linea con gli obiettivi che ci si era proposti, è stata quella di utilizzare apparecchi d’illuminazione di media potenza e di piccole dimensioni, che hanno ridotto considerevolmente l’inevitabile interferenza con le linee architettoniche. A tal scopo è stato adottato il proiettore orientabile per interni PERPETUAL 7 PARETE, interamente realizzato in alluminio anodizzato naturale, consumo 19W cadauno, flusso luminoso 1096 lumen cadauno, ingresso di alimentazione 24 V dc, dotato di sistemi elettronici di controllo e protezione elettrica (protetto da inversioni di polarità, sovra-temperatura, sovra-voltaggio mediante fusibile termico autoripristinante, controllo della temperatura in emergenza mediante sistemi di dissipazione attiva), dimmerabile mediante segnale PWM e interfacciato al sistema di gestione generale BPT mediante moduli elettronici dedicati. Ogni apparecchio è fornito in versione orientabile secondo l’asse verticale e orizzontale con una staffa di supporto per l’aggetto, in modo da garantire la massima flessibilità di puntamento e di posizionamento.

Naturalmente, l’adozione di apparecchi di media potenza ha comportato un aumento dei punti-luce; in compenso, si sono evitate concentrazioni di luminanze eccessive troppo evidenti, anche grazie all’elevata apertura (60°) del fascio luminoso. E’ stata inoltre prestata attenzione agli angoli di incidenza delle fonti luminose per evitare sgradevoli effetti di abbagliamento per riflessione diretta, prendendo come prospettive di riferimento quella iniziale di accesso e i punti di osservazione delle opere dalla platea degli astanti. La cura del puntamento e l’uniformità dell’illuminazione hanno consentito anche di occultare locali imperfezioni del supporto materico delle opere affrescate.

Sono stati scelti modi diversi di propagare il flusso luminoso, rendendolo adatto a una determinata funzione o ad un preciso compito visivo. Si è inteso illuminare con flusso luminoso, che emerge dall’apparecchio a fascio stretto 25°, alcune opere focali, sottolineando le loro componenti devozionali. In altri casi, per evidenziare i punti di criticità dell’ambiente, come i gradini di intercomunicazione con la chiesa contigua di S.Vito, sono stati dedicati uno o più apparecchi per la corretta fruizione in sicurezza. Si è utilizzata la luce indiretta verso le volte, indirizzando il flusso luminoso verso il pavimento, con minima intensità, per consentire la fruizione dello spazio e il raccoglimento spirituale. Solo per le occasioni di visita, il fascio luminoso è stato rivolto verso le volte e verso le pareti aventi motivo d’interesse artistico. le. I proiettori a fascio stretto 25° sono posizionati per l’illuminazione d’accento in corrispondenza della Cappella del Crocefisso, del Crocefisso, dell’altare maggiore, del dipinto e della pala lignea alla sinistra dell’accesso. Tutti gli altri proiettori presentano ottiche diffusive con angolo 60°.

E’ stata scelta la tonalità di colore pari a 3000K ad elevato indice di resa cromatica (CRI > 80, gruppo di resa dei colori Ra 1B) per richiamare le tonalità di luce dei sistemi tradizionali di illuminazione artificiale.

Nell’adottare la tecnologia a LED hanno pesato i seguenti criteri: quello dell’atmosfera che si intendeva ottenere, quello del rispetto dei valori cromatici, quello determinante ai fini del risparmio energetico e dei costi di gestione e non ultimo quello della salvaguardia delle opere (emissione trascurabile nel campo dei raggi ultravioletti ed infrarossi, livelli di illuminazione regolabili e conformi all’illuminamento massimo ). Rispetto ai costi di gestione, il consumo massimo dell’impianto d’illuminazione e di circa 2 kW e la lunghezza di vita utile delle lampade è pari a circa 50.000 ore al 70% del flusso luminoso iniziale (la longevità totale delle sorgenti LED è stimata oltre le 80.000 ore).

Per noi questo lavoro è stato una vera e propria sfida, e visto l'ottimo risultato ottenuto, ci sentiamo in dovere di ringraziare: l'Arch. Maria Sole Crespi che ha mirabilmente diretto i lavori per la parte artistica, la Dott.ssa  Sara Malgaretto per la parte organizzativa ed economica, l'Arch.  Andrea Ragusa per la parte illuminotecnica, l'Arch. Fabrizio Fava e l'Ing. Silvano Bovo per la progettazione, la Dott.ssa Carmen Fustinoni e tutto il comitato per Sanata Lucia, che hanno sopportato ed assecondato le nostre incursioni durante le varie fasi lavorative, a tutti Voi un sentitissimo grazie da Alberto Mazzobel e Alessio Martignago.

Per informazioni sulla chiesa di Santa Lucia vi consigliamo di visionare il sito: http://www.santaluciatreviso.it/ , ma soprattutto se capitate a Treviso andate a visitarla ne resterete affascinati.

  

MISSIONE SEGNALAZIONE OSTACOLI A VOLO CAMPANILI TREVISO:

Secondo il nuovo regolamento ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) i possessori di un ostacolo alla navigazione aerea, dal primo gennaio 2013, diventano a tutti gli effetti responsabili dello stesso, ed in quanto tali devono provvedere alla funzionalità degli stessi.

A Treviso, ad interferire con la navigazione aerea dell’aeroporto “Antonio Canova”, oltre la Torre Civica in “Piazza dei Signori” che svetta a  61,64m dal suolo, ci sono alcuni campanili. 

Contattati dall’Ente Diocesi di Treviso, ed incaricati dalle Parrocchie interessate, dopo primo sopralluogo con un incaricato del “51 Stormo” , abbiamo proceduto in primis allo spostamento della linea di alimentazione da contatore dedicato (in gestione all’aeronautica Militare “A.M.”) all’impianto chiesa e successivamente  al ripristino efficienza e messa a norma degli impianti di segnalazione, ceduti dall’Aeronautica Militare.

Alleghiamo breve report interventi eseguiti.

Campanile tempio di San. Nicolò: h 59,885mt soggetto al regolamento ENAC ed ICAO  (International Civil Aviation Organization)  Annesso 14 Type B (maggiore 45mt e minore di 150mt).La luce in sommità a bassa intensità fissa è stata sostituita con una lampada con tecnologia a Led 7W, costruzione Clampco Sistemi modello SEGS23P2K10 media intensità intermittente. Le luci installate nel perimetro della cella campanaria (bassa intensità e fisse), sono state eliminate.A metà  del campanile, quindi a circa 30mt da terra, sono state installate quattro lampade con tecnologia a Led 3W, costruzione Clampco Sistemi, modello SEGS23D10, bassa intensità fissa, tramite l’utilizzo di automezzo con cesta.  E’ stata rifatta da fare linea elettrica interna fino alla cella campanaria dove è situato il crepuscolare.

Campanile di Santa Maria Maggiore: h 43,44mt, campanile Chiesa Votiva: h 42,33mt, campanile di San Giuseppe: h 38,74mt e campanile di Quinto: h 27,73mt, soggetti al regolamento ENAC ed ICAO Annesso 14 Type A (minore 45mt). Le luci in sommità a bassa intensità fissa  esistenti, il crepuscolare per l’accensione notturna le linee di alimentazione e gli interruttori di protezione sono stati manutenuti o sostituiti. E’ stato aggiunto un selettore di priorità per le due lampade ove presenti, in modo da poterle alternare in caso di guasto.

Campanile di Sant’Angelo: h 20,67mt la luce in sommità a bassa intensità fissa, non esisteva, c’erano due lampade posizionate con delle carrucole nel perimetro della cella campanaria. Quindi abbiamo provveduto ad  installare una lampada con tecnologia a Led 3W costruzione Clampco Sistemi, modello SEGS23D10, bassa intensità fissa, tramite l’utilizzo di automezzo con cesta.  E’ stata rifatta la linea elettrica interna fino alla cella campanaria dove è situato il crepuscolare che è stato sostituito.

 

 

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